Città di tremila anni di storia e oggi casa di una popolazione superiore a 10 milioni di persone, Pechino ha completato la sua evoluzione da sede industriale a sede di un’economia fondata sui servizi. “Quale sarà il prossimo passo per quest’antica metropoli? E quale la sua prossima nell’ambito dell’evoluzione economica?
Un settore sviluppatosi di recente degno di nota è quello delle imprese creative.
Negli ultimi anni sono esplose a Pechino, fungendo da nuovi conduttori della crescita economica, un nuovo motore del progresso sociale e nuovo simbolo della città.
Concetto e Causa
Si stima che a Pechino vi siano circa 900.000 persone che si dedicano attivamente alla produzione creativa. Nuovo settore emergente in Cina, negli ultimi anni il termine industrie creative è diventato una parola di fermento autentico. Ovviamente, oltre i confini cinesi, questa categoria ha iniziato a espandersi come segmento a sé stante da ben oltre più di un decennio.
Con il termine “industrie creative” si intende quel settore attraverso cui la creatività individuale, le capacità, il talento, generano ricchezza, fanno aumentare le opportunità di lavoro e migliorano la qualità della vita in generale. Il genere commerciale comprende pubblicità, architettura, opere d’arte, mercati dell’antiquariato, moda, cinema, programmi multimediali interattivi, musica, arti dello spettacolo, editoria, servizi di alta tecnologia e trasmissione televisiva e radiofonica. Inoltre questa categoria comprende il turismo, i musei, le gallerie d’arte, i patrimoni culturali e lo sport e gli eventi sportivi.
In Cina, le culle dell’industria creativa sono Shanghai, Hong Kong e Taiwan, mentre a Pechino è stato riconosciuto ufficialmente un segmento nel dicembre del 2005, quando il governo municipale avviò la politica di sviluppo delle industrie creative sulla base di un’analisi dello sviluppo socio-economico della capitale. Negli ultimi tre anni, grazie al supporto del governo questo segmento creativo di Pechino si è espanso in maniera impressionante.
Nel 2007, il valore attivo totale delle industrie creative di Pechino è stato valutato a 726 miliardi di yuan, pari al 17,9 per cento in più rispetto all’anno precedente; le entrate sono state pari a 460,16 miliardi di yuan, ovvero più del 27,3 per cento; il valore aggiunto realizzato è stato di 99,26 miliardi di yuan, pari al 10,6 per cento del valore della produzione locale di Pechino; il profitto ottenuto è stato di 21,62 miliardi di yuan, pari al 50,7 per cento; e il tributo delle tasse è stato di 21,67 miliardi di yuan, pari a 28,3 per cento in più.
Secondo gli standard internazionali un’industria il cui valore di produzione è pari almeno al 6 per cento del PIL è da considerarsi uno dei pilastri dell’economia.
Cultura e consumo
Chen Dong, vice-direttore del Dipartimento per la Pubblicità del Comitato di Partito della Municipalità di Pechino, ritiene che Pechino goda di vantaggi eccezionali nel regno della creatività commerciale.
Prima di tutto per il suo orientamento culturale, che, in quanto centro culturale della nazione, le garantisce chiari vantaggi nell’ambito dello sviluppo delle sue industrie di creatività culturale. Pechino è una città conosciuta in tutto il mondo che vanta una storia di 3.000 anni ed è capitale da 800 anni. E qui lo sviluppo dell’industria creativa culturale farà eco all’orientamento funzionale attuale della capitale del paese, in quanto “moderna città internazionale in cui si vive un grande splendore culturale”.
Inoltre Pechino si trova nel cuore del mercato culturale nazionale, per cui l’enorme potenziale di consumo servirà da potente motore trainante per lo sviluppo dell’industria creativa culturale. Lo sviluppo di questo nuovo (per la Cina) settore è anche il risultato inevitabile della domanda interna, nonché il risultato dell’accresciuta diversificazione della vita culturale delle persone e dell’aggiornamento della struttura del consumo. Nel 2005 il PIL pro-capite di Pechino ha raggiunto i 5.000 dollari americani, e nel 2006 è salito addirittura a 6.000 dollari americani. Nel contempo la struttura del consumo dei residenti della città è molto cambiata. Nel 2006, le spese pro-capite delle spese per l’istruzione, per la cultura e per le attività ricreative dei cittadini di Pechino era di 2.515 yuan, pari al 17 per cento delle spese di consumo pro-capite, ovvero, a più del 15 per cento rispetto all’anno precedente. Influenzata dalle richieste della società in cambiamento, l’industria culturale creativa (rappresentata da programmi software, da Internet, da transazioni di opere d’arte, dal turismo, dalle attività ricreative) si è sviluppata rapidamente.
E ancora, le abbondanti risorse culturali che Pechino possiede costituiscono un chiaro vantaggio per lo sviluppo di questo settore. La capitale della Cina ha strutture culturale complete e un gran numero di agenzie pubblicitarie; inoltre la sua produzione televisione e cinematografica corrisponde a più del 50 per cento del totale nazionale. Dei 3.322 siti storici culturali sparsi in tutta la città, sei sono presenti nella lista dell’UNESCO dei Patrimoni Culturali del Mondo. Alla fine del 2006 a Pechino erano presenti 133 musei. Inoltre vi sono 77 istituti di studio superiore e 353 accademie di ricerca scientifica: il che la rende un incubatrice di professionisti creativi.
Non ultimo c’è da dire che dopo trent’anni di riforma e apertura, Pechino ha fondato delle basi materiali solide su cui sviluppare questo nuovo settore. Nel X Piano Quinquennale (2001-2005), il valore della produzione locale di Pechino è cresciuta del 12,1 per cento ogni anno. Nel 2006 esso è arrivato a 772 milioni di yuan; con un valore di produzione pro- capite di 6.210 dollari americani; e il reddito locale è salito da 45,42 miliardi di yuan nel 2001 a 111,72 miliardi di yuan.
Sull’onda mondiale di un’industria creativa che qui procede a passo di rapido sviluppo, Pechino ha avviato l’orientamento della sua industria sulla base dei suoi vantaggi culturali e delle sue risorse tecnologiche. Un orientamento che garantisce una linea guida di crescita e nel contempo crea canali di flusso di nuova vitalità alla città antica.
“Pechino, in quanto centro politico e culturale, è più adatta allo sviluppo dell’industria culturale e creativa più di qualsiasi altra città cinese” ha detto il Prof. Chen Shaofeng, vice-direttore della Facoltà di Industria culturale dell’Università Beida. “Il valore della sua produzione dovrebbe essere almeno superiore almeno due volte rispetto a qualsiasi altro luogo”.
Cultura e Contanti
Nel mese di aprile del 2006 il governo municipale di Pechino creò un gruppo di dirigenti che si occupassero dello sviluppo delle industrie creative. La loro missione era di operare in loco per fornire una base di supporto che favorisse uno sviluppo ottimizzato dell’industria creativa culturale e deliberasse e formulasse la strategia di sviluppo, politiche chiavi, grandi investimenti e progetti importanti per l’industria creativa culturale della città. Di conseguenza, in sintonia con le linee guida stabilite dal gruppo dirigente tutti i distretti e le contee hanno dato vita a organi dirigenti del settore. Secondo i requisiti attuali il governo municipale ha istituito il Piano di Sviluppo di Pechino per l’Industria Culturale Creativa nell’ambito dell’XI Piano Quinquennale, le Politiche di Pechino per la Promozione dello sviluppo dell’Industria Culturale Creativa ed una serie di politiche di sostegno. Inoltre la promulgazione della Direzione di Pechino per gli Investimenti nell’Industria Culturale Creativa fornisce una chiara e pratica cartina stradale per gli investimenti da fonti di capitale provenienti da una vasta gamma di risorse.
Nel 2006 il Governo Municipale ha inoltre creato un fondo per il pubblico per lo sviluppo dell’industria culturale creativa, che da allora ha ottenuto un’assegnazione annuale di 500 milioni di yuan derivati dalle entrate fiscali; ed uno speciale fondo triennale di altri 500 milioni di yuan era stato stanziato per la realizzazione di infrastrutture delle aree di congregazione di creatività culturale. Inoltre, nel 2007 il governo ha promulgato una serie di politiche inerenti, che forniscono sostegno finanziario a questo settore produttivo.
Nel contempo l’Expo di Pechino, sulla Industria Cinese e Internazionale Culturale e Creativa, evento annuale avviato nel 2006, ha funto da chiave introduttiva dei progetti commerciali creativi, che promuove lo scambio di informazioni, l’accordo di cooperazioni e fornisce una piattaforma di lancio del commercio culturale domestico e internazionale. Le due prime edizioni dell’ expo si sono concluse con 404 accordi per un volume totale di investimenti e volume di commercio pari a 7,59 miliardi di dollari americani.
Al tempo stesso, è venuto costituendosi un gruppo di complessi di congregazione per le creazioni culturali, che offrono condizioni favorevoli all’espansione di questo settore. Nel corso dell’XI Piano Quinquennale (2006-2010) è in programma la realizzazione a Pechino di 30 di questo tipo di complessi, e fino ad oggi sono ne stati riconosciuti 21 a livello municipale, fra cui la nota area di produzione artistica 798, moderno distretto di arte contemporanea che si è sviluppato in uno spazio industriale restaurato e rinnovato, ed anche il villaggio creativo di Songzhuang, forse il più grande villaggio al mondo di pittori, in cui sono congregati circa 1.000 artisti provenienti da ogni parte del paese.
Il boom delle industrie creative di Pechino riflette la rapida crescita economica avvenuta negli ultimi anni in tutta la Cina. Nel suo libro “Economia Creativa”, l’economista John Howkins fa notare che ogni giorno l’industria creativa mondiale genera 22 miliardi di dollari americani e che il valore aggregate si sta espandendo a un tasso di 5 per cento ogni anno. E la Cina sta raggiungendo questo ritmo.