I cartoni animati diventano fonte di ricchezza

Testo di Huang Liwei

 


 

 

       La realizzazione e il marketing della produzione di cartoni animati è un grossissimo business in Cina. Alcuni personaggi fra i più famosi dei cartoni come Topolino ed Hello Kitty, vengono stampati in più di 20.000 tipi di prodotti. Alcuni sono stati adottati anche come soggetti di video giochi e film.
Pechino è da tempo un luogo di raduno di creatori e di editori, fra cui sono compresi numerosi studi di produzione di cartoni animati. Essa ha inoltre un’enorme popolazione di consumatori. L’industria dell’animazione è oggi uno dei settori più energetici della produzione creativa culturale della città.
Li Jianping, vice presidente della Scuola di Animazione dell’Accademia cinematografica di Pechino (ACP), ha adattato il cartone animato Uomo nel sogno a una serie animata. Nel 2001 ha acquistato i diritti del progetto mentre lavorava come direttore di animazione con la Televisione Centrale della Cina (CCTV). All’epoca non si era reso conto che portare a termine quel lavoro avrebbe richiesto cinque anni. Perché alla fine questo progetto ha richiesto che disegnasse decine di migliaia di immagini.
Dopo il diploma in animazione della Facoltà di Belle Arti dell’Accademia cinematografica di Pechino, nel 1988 Li iniziò a lavorare per la CCTV. Qui ha assistito al passaggio dell’industria dell’animazione da un’economia pianificata a un’economia di mercato. “In passato era il governo che forniva i fondi per la produzione dei cartoni animati. I produttori avevano soltanto bisogno di considerare la qualità artistica delle loro creazioni. Se un cartone otteneva successo non dipendeva dal suo effetto sul mercato, ma dal suo influsso sociale ed estetico”.
I fattori del mercato non venivano presi in considerazione nella produzione dei cartoni animati in Cina negli anni ’90. Ma quando la consapevolezza della diffusione dell’economia di mercato ha preso radici in Cina, gli esperti cinesi di animazione hanno iniziato a riconsiderare il rapporto delle interdipendenze strutturali. Oggi un numero crescente di giovani viene impiegato a livello professionale nell’industria dell’animazione.
Nel suo ruolo di insegnante Li ritiene che i motivi che spingono gli studenti a specializzarsi nell’animazioni sono diversi. Alcuni studenti lo fanno semplicemente perché amano disegnare cartoni; altri invece perché intendono avere successo nel mondo degli affari legato a questo settore. Li ed altri professori come lui continuano a dire ai loro studenti di continuare a procedere nel mondo della creazione artistica e nel contempo danno loro indicazione per come poter diventare popolari nel mercato.
La qualità dei cartoni dipende principalmente dall’abilità dei loro creatori. Oggi ci sono relativamente pochi cartoni conosciuti made-in-China. È ciò è dovuto soprattutto perché, secondo l’opinione di Li, in Cina mancano i grandi veri talenti di questo settore. 
Fra gli istituti cinesi di formazione superiore, l’ACP è stata la prima a percepire la richiesta del mercato di tali talenti. Così nel 2000 creò la prima Scuola di Animazione della Cina, che comprende un ricco numero di creatori di alta qualità dell’animazione. Sponsorizzata dalla Scuola, ogni anno viene organizzato il Premio Animazione dell’Accademia conosciuto come l’Oscar Cinese per cortometraggi di cartoni animati ed è considerato il più autorevole concorso di animazione del paese. Il 2007 è stato il settimo in cui si sia effettuato questo appuntamento annuale. L’VIII Premio dell’Accademia è stato incluso in occasione della Terza Expo organizzata dal governo municipale di Pechino.
Fino a oggi Pechino, Shanghai, Chengdu e Guangzhou (Canton) sono diventate sedi nazionali per la produzione di giochi su internet e cartoni animati. Si stima che più di altre venti città nel paese abbiano richiesto il titolo di “capitale dei cartoni animati”.
Il Forum sullo sviluppo dell’Industria dell’Animazione e dei Giochi si è tenuto alla fine del 2006, durante il quale, Chen Dong, vice-direttore del Dipartimento di Pubblicità del Comitato di Partito Municipale di Pechino, ha detto che il settore dell’animazione e dei giochi è stato citato fra gli otto componenti più importanti dell’industria creativa culturale, i quali riceveranno 500 milioni di yuan di fondi di sostegno che saranno stanziati ogni anno dal governo municipale. Sei delle prime dieci basi dell’industria creativa culturale hanno a che fare anche con lo sviluppo dell’animazione e dei giochi.
Università come l’ACP e delle Comunicazioni della Cina hanno fornito all’industria relativa dei grandi talenti. L’ambiente culturale di Pechino attrae numerosi talenti da ogni parte del paese apportando in questo modo maggior vigore alla città dell’industria dei cartoni animati.
La più recente inchiesta condotta unitamente dal Centro cinese per le informazioni sullo Sviluppo Industriale e dalla Società CCID Consulting., Srl. Indica che nel 2007 l’industria dei cartoni di Pechino ha realizzato guadagni per oltre un miliardi di yuan, e che le entrate annuali di alcuni siti internet e di compagnie di giochi ondine hanno superato i cento milioni di yuan.
Oggi Pechino è a capo di tutte le altre città cinesi nel settore della pubblicazione di fumetti, ed è la sesta nella produzione di cartoni aimati. Nel 2007 ha generato un totale di 1,01 miliardi di yuan con la produzione di fumetti e cartoni animati. Altri 510 milioni di yuan sono stati realizzati grazie all’autorizzazione dell’uso di immagini di fumetti e cartoni animati; e 180 milioni di yuan dai serie animate televisive e film di cartoni animati; e ancora altri 240 milioni di yuan realizzati con la pubblicazione di fumetti e quasi altri 100 milioni di yuan per la realizzazione di opere animate.
La produzione annuale dell’industria internazionale dei cartoni animati ha raggiunto i 40 miliardi di dollari americani e le dimensioni del mercato dei suoi prodotti derivati è pari a 400 miliardi di dollari. Inoltre, l’industria dei cartoni animati stimolerà direttamente lo sviluppo di programmi software e il settore della formazione scolastica. Il numero delle aziende che si occupano di produrre fumetti e cartoni animati animazione e crescente: si stima che il numero di aziende che fanno parte di questo segmento con sede a Pechino siano oggi più di 1.000, mentre soltanto fino a cinque anni fa, si parlava di un centinaio.
Oggi la Cina ha 4-5 canali di cartoni animati, e di questi KAKU, della Televisione di Pechino (BTV), sono trasmessi via satellite.

E chissà che nel futuro non lontano Pechino diventerà proprio “La Capitale dei Cartoni Animati.”