I trent’anni della Cina di riforma e apertura hanno cambiato lo standard di vita della gente e insieme il loro modo di pensare, fra cui le loro attitudini verso il benessere.
Negli anni ‘80: il benessere non è una vergogna
Malgrado il fatto che Confucio affermava che “Gli uomini sono nati per perseguire la ricchezza e l’onore”, i suoi seguaci sostenevano la distribuzione della ricchezza e disdegnavano gli atteggiamenti da mercenario negli ca che enfatizzava l’agricoltura e disdegnava le attività commerciali. Tuttavia, la perdita da parte della Dinastia Qing (1644-1911) nelle guerre dell’Oppio portarono quei sovrani a riconsiderare la correttezza della politica fino ad allora portata avanti. Nel secolo che seguì la Cina ha lottato per trovare una strada che le permettesse di riemergere. E infine, nel 1978 fu avviata una storica riforma in tutto il paese.
Quell’anno, al’XI Congresso Nazionale della Terza Sessione Plenaria del Partito Comunista Cinese (PCC) si ottenne il consenso a portare avanti la nazione verso l’obiettivo ambizioso di una modernizzazione socialista. Alla Conferenza Centrale dell’Economia di Lavoro, Deng Xiaoping, capo architetto della riforma e dell’apertura della Cina, affermò che la Cina dovrebbe incoraggiare “una certa proporzione delle regioni e della gente perché diventino ricche” per quindi realizzare “la comune prosperità”.
Il termine “diventare ricchi” divenne ancora una volta un argomento caldo nell’arena pubblica. Tuttavia, la “ricchezza privata” un tempo considerata una zona proibita nell’era della “trasformazione socialiste” che aspirava ad eliminare l’economia individuale. All’epoca se una persona portava più di tre polli o oche da un villaggio all’altro era possibile che gli venissero confiscati come “resti del capitalismo”. L’assoluto eguaglitarismo, tuttavia, portò il paese a condividere la povertà e perfino a condividere lo stesso tipo di vestiti.
La riforma economica ebbe origine nelle aree rurali. Tren’anni dopo 18 abitanti del villaggio di Xiaogang, nella provincia cinese orientale dell’Anhui Province, firmarono un accordo segreto per dividersi la terra da coltivare che condividevano, in parti individuali, così accendendo, inavvertitamente, la torcia della rivoluzione rurale cinese. Quest’atto ardito e intraprendente creò quello che in seguito fu chiamato sistema di responsabilità a contratto familiare, che apportò vigore all’economia delle campagne.
In breve l’ondata della riforma economica giunse anche nelle città: un operaio di una fabbrica di tessuti ad Yichang, nella provincia dello Hunan, Xie Mingwan, guadagnava 18 yuan al mese (stipendio misero che non era sufficiente per sostenere la sua famiglia di sei persone). Nel 1979 lasciò il suo lavoro e avviò una sua attività di trasporto di tartarughe dalle campagne dello Hubei a Canton. E con il primo carico guadagnò 2000 yuan con i quali acquistò materiali a Canton che rivendette poi nella sua città. In questo modo Xie divenne il primo lavoratore indipendente di Yichang con ricchezza personale che ormai superava i 10.000 yuan. Dopo di lui furono migliaia i Xie che emersero. A quell’epoca, tuttavia, non ottennero il rispetto sociale alla pari del loro status economico. A Canton, i lavoratori indipendenti erano chiamati sdegnosamente/con disprezzo “venditori ambulanti”.
Fortunatamente il governo iniziò a incoraggiare le economie individuali e private avviando cinque zone economiche chiave, fra cui Shenzhen. Nella metà degli anni ‘80, un numero crescente di aziende private emerse così che l’anno 1984 fu chiamato “L’anno d’inizio delle aziende cinese”.
Dopo dieci anni di sviluppo la riforma economica portò il popolo cinese dalla povertà alla prosperità.
Gli anni ’90 un ulteriore sviluppo
Il 10 agosto 1992 Shenzhen iniziò a distribuire dei moduli di iscrizione per l’imminente IPO, che attrasse 1 milione e mezzo di persone al mercato azionario. Malgrado il sole cocente aspettarono in fila di fronte alle banche, nella speranza di acquistare dei moduli. Con la creazione delle borse azionarie di Shanghai e Shenzhen, il mercato azionario divenne il nuovo settore in cui i cinesi potevano generare reddito.
“La pratica di un’economia pianificata non corrisponde al socialismo e, praticare un’economia di mercato non corrisponde a praticare capitalismo” dichiarò Deng Xiaoping durante un viaggio di ispezione nella Cina Meridionale. Quest’ardita, per allora, dichiarazione, fissò l’obiettivo dello sviluppo di un’economia di mercato socialista e avviò l’era di rapida crescita della Cina.
In seguito il Consiglio di Stato prese una serie di misure e avviò delle ulteriori riforme relative alle tasse, ai sistemi finanziari, al commercio straniero, alla sanità e alla casa, così da andare incontro alle richieste dell’economia di mercato.
Insieme alla rapida urbanizzazione della Cina, fu edificato un numero sempre più crescente di grattacieli e gli elettrodomestici come il frigorifero e il televisore diventarono oggetti comuni nelle case di ogni famiglia. Inoltre l’apertura continua del paese fornì una varietà di scelta.
Inoltre la riforma economica offriva maggiori opportunità di lavoro anche per chi viveva nelle campagne. Un numero incredibile di lavoratori emigrati iniziò a fluire verso le città. E nel contempo le imprese urbane iniziarono a fiorire.
All’epoca molte persone si dimisero dalle loro istituzioni governative e pubbliche per iniziare le loro attività private. E molti di esse diventarono eminenti imprenditori.
Chen Dongsheng si dimise dal Centro di Ricerca per lo Sviluppo del Consiglio di Stato e creò la China Guardian Auction, Srl., quindi la Compagnia Assicurativa Taikang, Srl. Un ex impiegato dell’Ufficio di Ricerca Politica della Mongolia Interna, Guo Fansheng fondò la Compagnia di Consulenza Huicong, Srl., che in seguito divenne il primo fornitore di servizi B2B della Cina. Feng Lunnan si dimise dalla Commissione di Riforma del Sistema di Stato per dare vita all’Azienda Hainan Wantong, insieme a Pan Shiyi, Yi Xiaodi, Wang Gongquan, Wang Qifu e Liu Jun, che divennero tutti figure influenti nel mercato immobiliare cinese. E Ren Zhengfei, fondatore del Gruppo Huawei, vide la sua compagnia guadagnare 100 milioni di yuan vendendo interruttori di grandi dimensioni realizzati da lui. Questi imprenditori divennero personaggi conosciuti e riveriti del settore industriale.
Yang Huaiding, detto il milionario Yang, è un’altro esempio di chi ha saputo costruire ricchezza. In passato lavorava per un’azienda di stato. Nell’aprile del 1988, un rapporto che parlava dell’Avvio delle transazioni dei titoli governativi di Shanghai, pubblicato sul giornale quotidiano News Journal, attrasse la sua attenzione. E allora comprese che i prezzi dei titoli governativi variavano da città a città. Con la transazione dei titoli governativi ottenne la sua prima pentola d’oro. In seguito divenne uno dei primi investitori di titoli di Shanghai. La prima azione che acquistò salì di otto volte così che gli fece guadagnare più di 1,5 milioni di yuan. All’epoca il salario mensile medio a Shanghai era di circa 100 yuan. Fu così che il mercato capitale ampliò le maniere per fare denaro.
Negli anni ’90 lo sviluppo divenne il tono principale di tutti i settori e la Cina era entrata nella prima fase di un’economica di mercato socialista.
Alla fine degli anni ‘90, i cinesi realizzarono uno storico salto per quanto riguardava il reddito famigliare ed entrarono in una società agiata/benestante. Secondo un’inchiesta condotta nel 1966 dalla rivista Qiushi Journal, più di un milione di cinesi all’epoca possedeva beni per un milione di yuan o più. Nel 1995, la rivista Forbes iniziò a pubblicare la lista delle persone più ricche della Cina. Nel 1999 furono svelati i nomi delle 100 persone più ricche della Cina. Da allora non ci si preoccupava di nascondere il proprio desiderio di ricchezza, ma il desiderio “nudo” fece emergere nuovi problemi sociali, come il crescente divario fra ricchi e poveri.
XXI secolo: l’Era della pianificazione finanziaria
Il concetto di pianificazione finanziaria è ora praticato da numerose famiglie. In passato in Cina le persone facevano per pianificazione finanziaria intendevano mettere i risparmiare in banca, adesso invece hanno molte più opzioni, fra cui, fondi, azioni, assicurazioni, transazioni di oro e cambio di moneta straniera.
Nel 2001 dopo 15 anni di difficili negoziazioni la Cina entrò a far parte dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), che aprì un nuovo capitolo della partecipazione del paese alla globalizzazione. L’entrata della Cina nella WTO è considerata la “seconda riforma e seconda apertura”.
“Quasi tutte le più note marche di abbigliamento al mondo hanno aziende di produzione/manifattura OEM in Cina” ha detto Zhang Yankai, vice-direttore esecutivo del Sotto-Consiglio delle Industrie tessili per la Promozione del Commercio Internazionale. La Cina è diventato uno dei paesi a più rapida crescita del mondo. E i prodotti Made in China sono venduti ovunque, così come numerose aziende straniere hanno aperto le loro sedi in Cina.
Allo stesso tempo, la popolarità di Internet ha cambiato la vita delle persone e ha creato numerosi miracoli economici. Un numero notevole di aziende multimediali di hi-tech, fra cui la Sohu.com, Alibaba.com, Tencent e la NetEase, hanno ottenuto grande successo nella competizione globale.
Lo sviluppo economico della Cina ha dato via a una crescita costante del reddito familiare. Nel 2006 il totale dei risparmi delle famiglie cinesi era arrivato a 16.158.7 miliardi di yuan. Inoltre la Cina ha revisionato la sua legge costituzionale per proteggere le proprietà private. Nel mese di ottobre del 2007, è entrata in vigore la Legge del Diritto Reale. Il rapporto del XVII Congresso nazionale del PCC indica che la Cina ha raggiunto un “aumento dei redditi delle proprietà dei residenti”.
L’aumento del reddito personale continua a stimolare la crescita dello standard di vita, così come la crescita degli investimenti individuali. Un numero notevole di persone si concentra sui mercati azionistico e immobiliare. Il numero di investitori di azioni una volta è salito di ben 300.000 persone in un solo giorno. Le banche e le compagnie assicurative hanno anch’esse introdotto una vasta scelta di prodotti di investimento. Ed è anche cambiato il modo di consumare, in particolare fra la giovane generazione. La popolarità delle carte di credito e dei prestiti bancari, il consumo a credito è diventato un vero e proprio stile di vita.
Tuttavia, l’esperienza del crollo del mercato azionario nel 2006 e nel 2007, insieme alla crisi finanziaria mondiale di quest’anno, ha reso i cinesi più coscienziosi verso la ricchezza. E molti di essi stanno rendendosi conto che la crescita del paese ha determinato il sacrificio dell’ambiente e delle risorse naturali e che si dovrebbe promuovere la diffusione di una coscienza verso uno sviluppo sostenibile e metterla in atto.
La ricchezza materiale non sempre porta alla serenità spirituale. Il miliardario di Hong Kong Li Ka Shing ha detto che la ricchezza non è mai importante quanto l’onore; ‘ché la vera ricchezza dipende da cosa si è in grado di fare per la società.