Le “Rovine di una vecchia fabbrica”

Fotografie di Fang Qianhua

 


 




 

      

       Nell’antico distretto urbano di Canton, dove oggi ormai scarseggia lo spazio per un’ulteriore sviluppo, è presente un’area di 33.000 metri quadrati di “rovine” che rappresentano un progetto potenzialmente lucrativo, appetibile per gli imprenditori edili.
Le cosiddette “rovine” confinano con il Fiume delle Perle a est e accanto al viale Fangcun a ovest e si trova a soli due minuti a piedi dalla stazione dell’autobus. Il bel paesaggio sul fiume e la buona locazione rispetto ai servizi di trasporto costituiscono due aspetti importanti che hanno determinato il costo considerevole di questo spazio; di cui ancora non si sa se verrà utilizzato come centro commerciale e residenziale, oppure per un hotel di lusso. Inoltre, se si eccettuano i grandi serbatoi di petrolio, le piastre di metallo arrugginito, i muri rossi danneggiati, i tratti di terra ricoperti di erbacce, non vi sono presenti abitazioni, il che non crea complicazioni del tipo trasferimento e pagamento di grosse somme ad eventuali proprietari di case. 
Quest’ampia area di “rovine” ha uno stretto rapporto con l’industria contemporanea cinese e la storia dell’apertura di Canton. Storicamente fu il Deposito Asiatico Huadi, ovvero un deposito di serbatoi di petrolio fondato dalla Compagnia Petrolifera Britannica in Asia. Insieme alle strutture delle fabbriche, ai moli e ai magazzini sparsi su entrambi i lati del Fiume delle Perle, essa faceva parte della prima base industriale a Canton nonché dei primi porti di esportazione della città. L’età di questo sito aggiunge significato storico a questo spazio. Ecco quindi che il suo futuro si complica. Nel mese di settembre di quest’anno, un gruppo di architetti urbanisti provenienti dalla Cina e dall’estero hanno fatto un giro di perlustrazione del sito, e le loro idee si sono scatenate relativamente a come impiegare questo sito.
Parlando del futuro delle rovine, Dong Dong, candidato per un dottorato di un’università americana ha intervistato tre degli architetti giunti in visita dall’estero.
Intervistato: Garrett Avery, San Diego, California, U.S.
       Domanda: Come descriverebbe questo sito?
       Risposta: Lo definiamo un sito “post-industriale”. Confina con l’acqua, piuttosto simile a San Diego dove abbiamo un lato della città che si affaccia sull’acqua e simbolizza un tipo di tradizione.
Questo luogo in precedenza era una fabbrica, che potrebbe essere stata usata per la manifattura, come deposito di carichi e di trasporto. La sua identità incorpora una proprietà “industriale”. Essa costituisce i resti di una fabbrica, piuttosto che abbatterlo del tutto, è preferibile impiegarla perché sia ammirata ed apprezzata, e se ne possa cogliere il suo significato storico di un’epoca ormai passata della città.
       Domanda: Come progetterebbe questo sito, se le venisse assegnato il progetto?
       Risposta: Sia dal punto di vista della prospettiva che da quello architettonico questi serbatoi di petrolio funzionano come una sorta di “portale” che in sé incorpora un significato culturale e insieme un valore storico. E sicuramente questo è un luogo fantastico, molto interessante!. Penso che sia importante conservare questi elementi perché se anche cerchiamo in tutti i modi di ricostruirli, sarebbe comunque una semplice riproduzione della sua struttura originale. È fondamentale conservare la storia della nostra strada lungo il progresso.
       Domanda: Fate lo stesso anche a San Diego?
       Risposta: Penso di sì, quando è permesso. San Diego è una città relativamente nuova, con una storia di soli 200 anni; per cui è difficile che vi si conservi vera storia. Ma Canton è una città di 2.000 anni.
       Domanda: Ha detto che questo luogo è il prodotto di “un’era post-industriale”, così come lo è San Diego. Allora, è possibile fare dei paragoni fra le due? E qual è il significato simbolico di cui parla?
       Risposta: L’idea di rinnovare questo luogo non si limita a quest’area e basta, ma è estendibile all’intera città di Canton: per osservare la città nel suo insieme, questo è il significato simbolico. Costituisce un’opportunità di integrazione. Per chi intende risanare la città, come diverrà la città? Che tipo di nuovi metodi saranno adottati per risistemare quei frammenti sparsi della città senza perdere la sua natura e la sua storia? Indubbiamente ci sono importanti domande da considerare.

Intervistato: Andrew, architetto di paesaggi e giardini, Manchester, Regno Unito
       Domanda: Cosa ritiene essere unico di questo sito?
       Risposta: Questi serbatoi di petrolio lo sono… Sono molto interessanti.
       Domanda: Qual’è il punto di riferimento nei criteri di valutazione di un architetto di paesaggi?
       Risposta: Un luogo di interesse fornisce diversi elementi tridimensionali per i paesaggi circostanti. In questo sito ci sono numerose piante basse e edifici in rovina. I serbatoi di petrolio sono enormi oggetti tridimensionali che forniscono un punto di vista focale per chi progetta. Rappresentano insieme i tempi passati dell’industria e possono inoltre essere re-impiegati nel nuovo progetto. 
       Domanda: Come impiegherebbe la sua esperienza da architetto?
Risposta: Secondo me questo posto può essere progettato come un tipo di “parco industriale”. In Europa, specie in Germania, ce ne sono diversi. Sono stati impiegate vecchie aree industriali di cui si è conservata la struttura originale che rappresenta la tradizione, per trasformarle in parchi pubblici, e se ne è riconvertito l’uso incorporandovi servizi funzionali e ricreativi, così che i cittadini possano goderne e trascorrervi del tempo. Ieri sono andato in cima a uno dei serbatoi e mi sono divertito. Dall’alto ho visto le parti della città che circondano quest’area e l’angolazione era piuttosto buona. Ma un’esperienza del genere fa anche paura.
Intervista a: April Jackson, Stati Uniti.
       Domanda: Le dispiace presentarsi prima di tutto?
       Risposta: Sono di Chicago. Dopo la laurea presso l’Università dell’Illinois in architettura mi sono iscritta a un master in architettura e urbanistica nell’Università Milwaukee del Wisconsin. Per cui sono architetto e urbanista.  
       Domanda: C’è differenza nell’ambito della scienza dell’architettura in Cina e negli Stati Uniti.
       Risposta: Sì, c’è una notevole differenza. Negli Stati Uniti si dà maggiore valore al concetto di architettura che si combina con l’ambiente e il paesaggio circostante, ma qui sembra che tutto abbia a che fare con la progettazione urbanistica, come la soluzione di una popolazione ad alta densità e la ricostruzione urbana. Negli Stati Uniti non abbiamo questo tipo di progetti di sviluppo.
       Domanda: Lei ha fatto un giro di perlustrazione in loco: qual è stata la sua prima impressione?
       Risposta: Ho visto in maniera più dettagliata l’area che si affaccia lungo il fiume. Mi ha impressionato la sua portata, ovvero, il grado di apertura. È presente una fabbrica di rifiuti, uno spazio aperto molto ampio. È stato incredibile vedere un’area talmente grande lasciata in stato di abbandono in questa città in rapida crescita di sviluppo. 
       Domanda: Cosa farebbe in questo luogo?
       Risposta: Beh, in questo momento stiamo considerando come meglio conservare l’ambiente originario. Ciò include la salvaguardia di alcuni edifici, da re-impiegare secondo le condizioni locali, conservare la diversità della sua popolazione e come aggiungere altri fattori, fra cui nuovi stili di vita e attrazioni turistiche, mantenendo lo stesso numero di persone che vi sono coinvolte adesso. Sa, alcune persone non vorranno venir via. E stiamo cercando di risolvere queste questioni, proprio per riuscire a mantenere gli attuali suoi residenti.  
Stiamo progettando di rendere questo luogo un portale fondamentale del paesaggio del fiume. Alla fine della realizzazione del progetto qui si potrebbe realizzare una strada pedonale per attrarre turisti, come un sito turistico.
       Domanda: Simile al porto militare di Chicago?
       Risposta: Sì, proprio come un porto militare. Con non solo percorsi da passeggiata ma anche un itinerario da cui osservare il paesaggio fluviale, che ridarebbe vitalità a questo luogo come meta turistica, un vero sito panoramico.
       Domanda: In quanto urbanista, come ritiene che questo posto dovrebbe essere ristrutturato?
Risposta: Penso che dovremmo considerare come infondere nuovi stili di vita e nuove individualità conservando nel contempo la cultura unica di questo luogo. Non si tratta di impiegare elementi già esistenti, ma contribuire a migliorarli. E lo si ammoderna. È anche necessario proteggere il suo ambiente storico e la sua cultura originari.

Informazioni relative al sito:
       Deposito Huadi Asiatico: Situato in via Chongkou Xinlian, nr. 29,c città di Canton, era in origine un deposito di petrolio costruito dalla Compagnia Petrolifera Asiatica Britannica nel 1906, su un’area di 33.000 metri quadrati. Situato accanto al Fiume delle Perle a est, il Deposito Dachongkou dell’Amministrazione Portuaria della Municipalità di Canton a sud, il Viale Fangcun a ovest e una chiesa tedesca a nord.
Di esso si conservano due edifici di uffici, tre vecchi magazzini, quattro grandi serbatoi di petrolio, un molo sul fiume su cui è impresso il marchio britannico Shell.
L’edificio principale, situato all’entrata del deposito fu edificato agli inizi del 1900 mentre gli altri edifici risalgono agli anni ’20.
Il Deposito nr. 1, sul lato destro dell’edificio principale degli uffici fu edificato agli inizi degli anni ’10, mentre i magazzini nr.2 e nr.3 connessi fra loro a ovest dall’edificio principale, furono costruiti negli anni ‘30.
I quattro serbatoi cilindrici di metallo furono risalgono al 1918, e quando i giapponesi invasero Canton negli anni ‘30, fu edificato un muro difensivo, che dista a circa due metri dai serbatoi; grosso circa 60 cm ed alto più o meno quanto i serbatoi.

      
Il coperchio per un pozzo di sabbia è un prodotto britannico, su cui è impresso il logo della “Shell”.