Il villaggio di Baihaba

Testo di Yin Rong

 

Gli abitanti del villaggio Baihaba si preparano per ricevere i turisti.
L’autunno aggiunge accenti dorati alle betulle del villaggio Baihaba.
Gli abitanti del villaggio Baihaba del gruppo etnico cosacco fabbricano una coperta di lana

Situato lungo le rive del Fiume Haba, il confine naturale fra la Cina e il Kazakistan è il villaggio di Baihaba, noto da alcuni come “Villaggio Nr. 1 della Cina nord-occidentale”.
A 31 chilometri a ovest dal Lago Kanas e 33 chilometri a sud della Prateria Naren, il villaggio di Baihaba si trova nella parte più nord-occidentale della  Cina, parte del Tiereketi Township, della contea di Habahe, nella regione di Altai, della Regione Autonoma uigura del Xinjiang. Questo luogo tranquillo è abitato prettamente dal gruppo etnico del Kazakistan e dal popolo Tuwa, che fa parte del gruppo etnico mongolo. Gruppo nomade quest’etnia pratica la fede lamaista, e per secoli ha vissuto lungo le fertili praterie della regione degli Altai, vicino ai fiumi le Haba e Kumu e al lago Kanas.
Il gruppo dei Tuwa mantiene una stretta connessione culturale ed p influenzato dal gruppo etnico mongolo, fra cui la loro fede religiosa e lo stile di vita quotidiano. Usano la loro lingua, una forma di antico turco, sebbene parlino prettamente in mongolo.
Remoto e isolato, il villaggio di Baihaba mantiene antiche tradizioni, costumi semplici e un ambiente naturale primitivo. Il villaggio conserva il suo stile originale e molti dei suoi tratti sono gli stessi dei secoli passati. L’acqua mescolata alla neve sciolta si riversa sul fiume Baihaba (il “Fiume Bianco” in mongolo.Scorre attraverso il villaggio dividendo la comunità in due parti. I residenti cosacchi sono da una parte e i Tuwa sono sull’altra sponda. Nonostante siano separati dal fiume, questi due gruppi convivono serenamente in questa terra fertile e bucolica, e conducono una vita pacifica.
Il simbolo del villaggio è un’abitazione di legno, dal tetto a guglia, con muri e soffitto di legno. Lo spazio fra il tetto e il soffitto crea ventilazione nel piano alto della casa in cui si essiccare la carne e si conservano le riserve di cibo. All’interno è riccamente decorata, con coperte a motivi di fiori sul letto  di tipo kang (un letto di mattoni vuoto nella parte sotto così da poter essere riscaldato), ricami e arazzi ai muri, e una graziosa cucina al centro. La sua struttura presenta l’antico stile dell’etnia locale.


Gli abitanti del villaggio Baihaba del gruppo etnico cosacco, montano una iurta (tenda).

Come una scena tratta dalle pagine di una fiaba, al mattino il villaggio, con le graziose case di legno, è avvolto da una leggera foschia. Che il sole crescente disperde al mattino e sotto la sua luce si apre il bel rotolo dipinto. Il fiume danza attraverso il villaggio e sul prato vicino il bestiame e i cavalli pascolano immersi nella pace. Alla fine del prato c’è una foresta di betulle e pini insieme. Come un dipinto ad olio vivente, in autunno le foglie dorate scintillanti, adornano i tronchi bianchi contrastando con il verde dei pini. Le montagne distanti sembrano dei dipinti dai toni pastello delle foglie e con la neve che ne ripripre le cime; uno scenario spettacolare della natura quasi surreale per la sua bellezza. 
In autunno la temperatura scende sotto i zero gradi centigradi ma il freddo non dissuade i fotografi che vi giungono da ogni dove. Nelle fredde mattine li si vede sul lato orientale del villaggio, che osservano il paesaggio pastorale, cercando di catturare un immagine immersa nella luce del sole che sale.

Il bel paesaggio è una parte ampia di cosa sta conducendo il turismo nel villaggio di Baihaba. Alcuni abitanti locali, che in passato erano pastori, hanno aperto delle pensioni e ristoranti a gestione familiare che presentano sapore etnico. E gli abitanti del villaggio affittano anche cavalli da corsa così che molti fa loro stanno godendo di uno stile di vita sempre più confortevole.