I sette viaggi dello Shenzhou

 

 

 



La serie di navette spaziali realizzate con successo dalla Cina si chiama Shenzhou (“Vascello Divino”), e questi miracoli di metallo realizzati dall’uomo hanno trasformato in realtà il sogno della nazione di viaggiare oltre i confini dell’atmosfera terrestre. Dallo Shenzhou I allo Shenzhou VII, la Cina ha realizzato sette navicelle e narrato la sua storia sull’esplorazione dello spazio.
       Nel 1999 lo Shenzhou I senza alcun membro di equipaggio a bordo si è elevato in cielo per arrivare nello spazio. Nel 2008 tre astronauti, Zhai Zhigang, Liu Boming e Jing Haipeng, hanno compiuto la prima passeggiata della nazione nello spazio, mentre lo Shenzhou VII era in orbita. Le sette missioni realizzate nel corso dell’ultimo decennio rappresentano le sette fasi della realizzazione di un sogno cinese, così come degli importanti passi in avanti compiuti nel campo dei voli spaziali condotti da esseri umani. 
       “Si tratta di un programma spaziale tipico cinese” ha commentato un giornalista straniero. “Ogni volo spaziale ha costituito un grande balzo in avanti, e la Cina ha di rado ripetuto i suoi stessi passi più di una volta” In realtà la ricerca che ha reso possibile la realizzazione delle Shenzhou è stata determinata da un percorso di costante e crescente ambizioso processo di crescita. 
       Nel 1992 la Cina ha lanciato ufficialmente il suo programma spaziale con equipaggio umano. Nei successivi sette anni gli scienziati cinesi hanno sviluppato la loro conoscenza di tre tecnologie chiave: la realizzazione di missili di lancio sicuri e affidabili, meccanismi di rientro sicuri e sistemi di emergenza di supporto ai voli spaziali.
       Il 20 novembre del 1999 la Cina ha effettuato la sua prima navicella spaziale sperimentale senza equipaggio, la Shenzhou I e questo evento storico hanno segnato il grande passo in avanti della storia del paese nell’espolorazione dello spazio. 
Il 10 gennaio 2001 è stata lanciata la prima navicella spaziale non sperimentale, sempre senza equipaggio, lo Shenzhou II, che è partita, ed è ritornata sulla terra dopo sette giorni di volo spaziale. In quei giorni di esplorazione sono stati effettuati studi di ricerca relativi alla scienza dello spazio, materiali spaziali, astronomia e fisica dell’ambiente a micro-gravità.
       Il 25 marzo 2002, lo Shenzhou III, sempre privo di equipaggio è partito equipaggiato però come per ospitare al suo interno un equipaggio umano. Si è trattato della preparazione del cammino verso le future missioni del paese condotte con equipaggio umano a bordo grazie agli esperimenti realizzati nel corso di questo terzo volo spaziale. Questi hanno incluso un certo numero di importanti passi avanti nello studio del decadimento orbitale, la distribuzione ottimizzata di carburante, diagnosi dei malfunzionamenti e il controllo di emergenza della navicella spaziale a orbita terrestre bassa.
       Il 30 dicembre del 2002, è stato lanciato lo Shenzhou IV quando la temperatura ambiente era di meno 28 gradi centigradi, il che ha segnato la realizzazione del record nazionale di un lancio effettuato in condizioni climatiche di estremo freddo. Si è trattato di una sfida formidabile perché secondo le operazioni manuali connesse la navicella spaziale dovrebbe essere lanciata a una temperatura non inferiore a 20 gradi centigradi sotto lo zero. In realtà l’esplosione dello Shuttle Challenger durante il lancio il 28 gennaio 1986, era stato causato da un sigillo di gomma deformatosi a causa della bassa temperatura.
       Il 15 ottobre 2003 è stato lanciato lo Shenzhou V, la prima navicella spaziale con a bordo equipaggio umano, il taikonauta Yang Liwei che ha girato intorno alla terra per 14 volte in 21 ore. Fu allora che la Cina è diventata la terza nazione al mondo ad effettuare un volo spaziale con equipaggio umano a bordo. Il termine taikonauta è stato forgiato dai media occidentali combinando la parola “astronauta” a quella cinese “taikong”, che in cinese significa “spazio”.
       Il 12 ottobre 2005, lo Shenzhou VI ha condotto nello spazio altri due taikonauti, Fei Junlong e Nie Haisheng che nel corso del loro volo durato 115 ore hanno completato il primo volo sperimentale della Cina nello spazio esterno, oltre l’atmosfera terrestre. 
       Alle 21:10 del 25 settembre di quest’anno, un missile Lunga Marcia 2F ha condotto lo Shenzhou VII nello spazio. È stato il terzo volo spaziale della Cina con equipaggio umano a bordo e la settima missione della serie di navicelle spaziali Shenzhou. Intorno alle 16:45 del 27 settembre, con indosso la tuta spaziale di realizzazione cinese, la “Feitian”, Zhai Zhigang ha effettuato la prima passeggiata della Cina nello spazio. Il successo della missione dello Shenzhou VII è stato il primo passo della seconda fase del programma spaziale cinese, il cui fine ultimo è quello di realizzare una stazione spaziale permanente nello spazio.
       La base spaziale presente nel deserto della Cina nord-occidentale ha assistito ai sette voli dello Shenzhou, così come al grande impegno e al lavoro costante che ha portato alla realizzazione e al successo di questi voli. 
       Lo Shenzhou I è stato progettato per l’effettuazione di un test di prova  elettrico per esperimenti di terra. La Cina ha corso infatti un grosso rischio nell’effettuarli in un volo spaziale. 
       Poco prima del lancio della navicella Shenzhou II il missile di trasporto si è graffiato. Senza esitazione lo staff addetto al lancio ha riparato il missile e quando la navicella è stata portata in orbita l’emozione ha portato alle lacrime molti dei membri dello staff a terra.
       Il quarto giorno dopo il suo rientro nel sito di lancio un segnale di ricezione ha indicato che nello Shenzhou III era stato trovato un malfunzionamento. Si decise quindi di postporre il lancio fino a che tutti i più di 3.000 ricevitori all’interno della navicella spaziale si fossero rivelati tutti funzionante. Il 25 marzo 2002 lo Shenzhou III è partito con a bordo un manichino che simulava i segnali fisiologici degli esseri umani.
       Nove mesi più tardi il lancio dello Shenzhou IV ha affrontato la sfida senza precedenti di temperature estremamente rigide. Lo staff del lancio ha tenuto caldo il missile con 200 coperte di cotone.
       Il successo della missione dello Shenzhou V ha segnato un momento storico per il programma spaziale cinese con equipaggio a bordo. Tuttavia, il sistema paraurti del sedile del modulo di rientro è stato ritrovato in condizioni che non corrispondevano ai requisiti necessari per il funzionamento completo del motore durante l’ultimo test da terra. Per risolvere il problema gli scienziati hanno lavorato di seguito per settanta giorni, ventiquattro ore su ventiquattro e sono stati in grado di porre rimedio che di solito necessiterebbe il lavoro di almeno sei mesi di tempo.
      Il 12 ottobre 2005, nonostante il verificarsi di una tormenta inaspettata nell’area in cui si effettuano i lanci degli Shenzhou, gli scienziati hanno colto l’occasione e hanno ottenuto con successo il lancio dello Shenzhou VI.
       Il programma spaziale cinese svolto nel corso delle sette missioni di successo ha visto fare dei passi in avanti in più rispetto a quelli attesi. Lo sviluppo della scienza dei voli spaziali con equipaggio umano, le numerose industrie di base, fra cui quelle delle materie prime, della manifattura e dei componenti elettronici hanno tutti contribuito alla realizzazione di questi successi. Così come alcune tecnologie spaziali applicate alle industrie civili quali, ad esempio, il settore delle telecomunicazione e della produzione di prodotti alimentari. 

       Inoltre, la Cina ha investito e dato spazio a numerosi giovani scienziati, ingegneri e specialisti del settore della tecnologia spaziale, i quali hanno dedicato e impiegato le loro capacità di alto livello nel progetto di condurre la nazione mentre procede nella sua affascinante scoperta del regno dell’esplorazione dello spazio.