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Per molti aspetti il terremoto che ha colpito la provincia del Sichuan nella Cina sud-occidentale, il 12 maggio scorso, si è sentita in tutto il mondo. Nel giro di pochi secondi più di 80.000 vite sono giunte a una fine. E dopo lo shock iniziale il popolo cinese si è unito per porgere omaggio al lutto delle persone mancate e dare aiuto e sostegno a coloro che sono sopravvissuti.
Sono passati diversi mesi e ad oggi quali sono le condizioni delle aree colpite dal terremoto, in particolar modo di Chengdu, il capoluogo di provincia del Sichuan.
Questa città, la maggiore dell’area colpita dal terremoto, era stata designata per essere la “Migliore città turistica” dall’Organizzazione Mondiale del Turismo. Ed è un luogo rinomato per la sua bellezza, la sofisticatezza metropolitana, la sua ospitalità e il fascino che conserva della tradizione cinese.
Lo scorso mese di settembre fra domande, dubbi e aspettative, mi sono recato a Chengdu.
Indimenticabile
Il 12 maggio Wu Xiaorong, 35 anni, una guida turistica della Sede del Sichuan dell’operatore turistico China International Travel Service, stava accompagnando in autobus 12 turisti dal Centro di Wulong del Panda Gigante alla città di Dujiangyan quando l’autobus ha iniziato a sballottarsi per diversi minuti appena passate le 2 del pomeriggio. Il suo primo pensiero è stato che una ruota si fosse bucata. Ma vedendo che il camion di fronte a loro veniva colpito con violenza da grossi massi di pietra venuti giù dalla montagna, si è resa conto che si trattava di un terremoto. Per lei e il suo gruppo le successive sei ore di fuga resteranno impresse nella mente per sempre.
Quattro mesi più tardi, mentre Wu mi ha raccontato la sua esperienza di quei momenti, potevo percepire la trepidazione del suo racconto.
Quasi immediatamente dopo il verificarsi del terremoto l’Amministrazione del Turismo Nazionale con base a Pechino ha emesso un annuncio urgente a seguito del quale il mercato turistico del Sichuan è stato chiuso temporaneamente e tutti gli itinerari all’interno del Sichuan sono stati interrotti.
Presto il turismo in Sichuan è praticamente diventato inesistente. Il numero giornaliero di visitatori presso l’area panoramica della valle di Jiuzhaigou e dell’area di interesse storico designata dall’UNESCO come patrimonio mondiale, è calato dai regolari 10.000 a sole quattro persone. E il tasso di occupazione degli alberghi è ovviamente crollato. Soltanto nel mese di maggio il Gruppo di Gestione di Turismo Minshan ha registrato un deficit operazionale degli hotel pari a 5 milioni di yuan.
Il danno maggiore è stato subito però dalle risorse naturali e culturali del Sichuan. I due patrimoni mondiali presenti a Chengdu, il sistema di irrigazione del Monte Qingcheng-Dujiangyan e il Santuario del Panda Gigante del Monte Wolong, hanno subito gravi danni. Nell’area naturale di Dujiangyan gran parte degli antichi edifici è crollata. Le autostrade che portavano alla Riserva naturale di Wulong sono state danneggiate gravemente. E numerosi altri siti importanti della provincia sono andati distrutti.
Il turismo è uno dei pilastri economici del Sichuan è il Sichuan è l’unica provincia cinese in cui il settore turistico superi dell’8 per cento il suo PIL, criterio internazionalmente riconosci che designa una regione sviluppata dal punto di vista turistico.
“Fino ad ora il terremoto di Wenchuan ha determinato la perdita di 62,4 miliardi di yuan nel settore turistico in Sichuan, pari al 50 per cento delle entrate totali del turismo della provincia dello scorso anno” ha spiegato il signor Zhang Gu, responsabile dell’Amministrazione del Turismo della provincia del Sichuan.
Numerose persone che operavano nel settore hanno considerato di dedicarsi ad altre attività lavorative e alcuni hanno predetto che ci vorranno altri cinque anni perché il settore turistico ritorni alla fioritura precedente.
Spirito indomito
Seduto in una casa da té all’aperto lungo le rive del fiume Funan che attraversa la città di Chengdu, John, americano, si godeva il suo buon tè mentre il tiepido sole autunnale gli scaldava il viso. Così come si fa alla maniera locale, teneva la tazza con una mano e con l’altra ne teneva sollevato il coperchio con cui spostava delicatamente le foglie di tè che galleggiavano in cima all’acqua calda contenuta dalla tazza. Sorseggiando il suo tè profumato al gelsomino mi ha detto che si trattava della sua seconda visita a Chengdu e che gli piacciono i deliziosi piatti della cucina sichuanese e l’ospitalità calorosa della gente locale. Quando gli ho chiesto le sue impressioni su che tipo di influenza abbia avuto il terremoto sulla città ha detto che poteva percepira la determinazione della popolazione locale nel vederne l’impegno a risollevarsi dal terremoto. “Se ami Chengdu, vieni in questa città” ha detto, sorridendo apertamente. “Vedi, io l’ho fatto!”
Il governo municipale ha avviato una serie di misure finalizzate a ridare vitalità al turismo di Chengdu e il CITS in giugno ha riaperto formalmente il turismo nella provincia del Sichuan, a eccezione delle aree più seriamente colpite dal terremoto. Occorrerà del tempo perché il settore possa riacquisire la fiducia a ritornare alla normalità e questo processo di recupero va compiuto passo dopo passo.
Nella sede del CITS provinciale del Sichuan sono venuto a sapere che causa del timore di recarsi in Sichuan il numero dei visitatori cinesi è diminuito del 50 per cento rispeso alla media di quel periodo dell’anno, e che il numero di visitatori provenienti dall’estero si è ridotto del 20 per cento.
Il governo provinciale era cosciente di questo problema. Huang Yanrong, vice governatore del Sichuan in carica per il settore turistico della provincia ha detto che il terremoto di Wenchuan non ha avuto un impatto fondamentale sul settore turistico dell’intera provincia.
È interessante notare che mentre i turisti cinesi non sichuanesi sono forse diventati un pò titubanti a recarsi in visita in Sichuan, i tour operati all’interno della stessa provincia per la popolazione locale sono addirittura aumentati. Il direttore dell’Amministrazione del Turismo Provinciale del Sichuan Zhang Gu ha infatti detto che gli scorsi mesi di giugno e luglio, Ya’an, il sito della scoperta del primo panda gigante e una città vicino a Chengdu che è stata poco danneggiata dal terremoto hanno ricevuto più di 1,19 milione di turisti per un’entrata pari a 642 milioni di yuan, e pari, rispettivamente, al 24,71 per cento e al 37,77 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Secondo il signor Zhang Gu, dei più di quattromila siti turisti sparsi in tutta la provincia del Sichuan, solo 360 sono stati effettivamente danneggiati dal terremoto, mentre la grande maggioranza è rimasta intatti. Ed ha espresso la sua fiducia che presto il Sichuan assisterà ad un aumento di turisti.
Un tassista locale e uno chef straniero
Lo chef francese Pascal si è trasferito a Chengdu per un nuovo lavoro dopo il terremoto del 12 maggio. Perché è venuto qui proprio mentre tanti altri se ne andavano? Alla fine di settembre ho incontrato Pascal nel ristorante Desir, situato nel centro di un distretto. Mi ha detto di essere stato invitato dal Vietnam e che si trattava della sua prima visita a Chengdu. Quando gli ho chiesto se aveva avuto paura a venire qui dopo il terremoto mi ha risposto così: “Perché? La città si è rimessa in riga, in realtà il ritmo del recupero è stato veramente impressionante”. Ha parlato delle virtù della cucina francese e di quella del Sichuan. “Sono molto contento di sapere che ai locali qui piacciano la carne di manzo e le bistecche. A me piacciono le specialità tipiche sichuanesi, ma sono troppo piccanti!” ha esclamato facendo quel tipico movimento delle spalle alla francese.
Il signor Su, tassista locale, sembra essere un uomo onesto. E quando sono capitato a bordo della sua auto intorno alle 21 mi è sembrato piuttosto stanco. Durante la nostra conversazione sono venuto a sapere che fa questo lavoro da otto anni e che per guadagnare di più guida di notte mentre sua moglie guida di giorno. In questo modo sono riusciti ad accrescere le loro entrate e farle ritornare al livello di prima del verificarsi del terremoto. “C’è stato un ovvio calo del numero di visitatori esterni ma sono sicuro che presto ritorneranno anche quelli” ha detto fiducioso il signor Su.
Durante il mio soggiorno in città ho anche incontrato dei gruppi di visitatori stranieri. A causa del calo di visitatori a tutti i visitatori della Valle di Jiuzhaigou è stato offerto un trattamento VIP preferenziale. Alcuni hotel dell’area hanno colto questo periodo di bassa stagione per fare lavori di rinnovo e fare dei corsi di formazione al proprio personale. Lungo l’autostrada da Chengdu a Dujiangyan ho visto grandi cartelloni in cui erano scritti caratteri di dimensioni enormi che significavano “Grazie alla società costruiamo le nostre nuove case”.
Il 1 ottobre è stata riaperta al pubblico l’area panoramica del sistema di Irrigazione del Monte Qingcheng-Dujiangyan che ha inoltre ricevuto un investimento di 3,75 miliardi di yuan per un progetto che trasformerà quest’area in un centro di vacanze internazionale.
Sono partito da Chengdu di sabato mattina. Quando stavo facendo la valigia la mia guida locale, Kuang, ha iniziato a chiamare gli amici per andare a cena tipica e incontrarsi più tardi in una casa da tè.
La vita procede e Chengdu resta una città vitale, dinamica, dove è piacevole trascorrere il tempo. |