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Lo stretto rapporto di Igor Rogachev con la Cina risale ai primi anni del 1920 quando suo padre, Alexey Rogachev, giunse qui da studente dell’Università Comunista dei Lavoratori dell’Oriente, o KUTV, conosciuta anche come Università dell’Estremo Oriente.
L’anziano padre lavorò come interprete e traduttore per Mikhail Markovich Borodin (1884-1951), consigliere del Dr. Sun Yet-sen. Durante questo suo soggiorno in Cina partecipò alla Spedizione Settentrionale (1926-28) e in seguito partecipò alle attività rivoluzionarie in Cina. Dopo la laurea dal 1928 fino al 1934 lavorò al consolato dell’Unione Sovietica di Urumqi, nel Xinjiang, in Cina.
Nel 1932, un mese dopo la sua nascita, Igor Rogachev fu portato a Urumqi dalla sua mamma per il ricongiugimento familiare. Quando Igor aveva quattro anni suo padre fu inviato dall’ex Unione Sovietica presso il Consolato Generale di Harbin, nello Heilongjiang. E qui Igor trascorse la sua infanzia insieme ai genitori e alla sorellina.
Nel 1939, Igor ritornò a Mosca con la sua famiglia dove il padre aveva accettato di insegnare presso l’Università di Stato Lomonosov di Mosca (la LMSU). Nel corso dei successivi 41 anni Alexey dedicò gran parte del suo tempo all’insegnamento della lingua cinese, alla ricerca, alla traduzione e alla formazione di giovani sinologi. Inoltre tradusse grandi opere della letteratura cinese classica e moderna, fra cui Proscrizioni della Palude e Viaggio in Occidente di Wu Cheng’en, I Buoni Propositi di Lu Xun, e Un racconto degli eroi di Luliang di Ma Feng and Xi Rong.
Alexey fu forse la prima persona a tradurre le opere complete dei classici cinesi quali Proscrizioni della Palude e Viaggio in Occidente. Certamente influenti nell’ex Unione Sovietica, le sue traduzioni ottennero l’alto apprezzamento dei suoi lettori connazionali.
Sulle impronte paterne
Portando avanti quella che era una sorta di tradizione familiare, Igor ereditò il suo profondo interesse per la lingua cinese e gli altri aspetti della cultura che della Cina lo affascinava enormemente. Agli inizi del 1950 si diplomò in lingua cinese presso l’Istituto LMSU, durante il periodo dei migliori rapporti sino-russi. All’epoca, mentre lavorava come interprete conobbe numerosi cinesi che divennero suoi amici, in particolare giocatori nazionali di pallavolo e di pallacanestro.
Nel 1956, dopo la laurea presso la KUTV, Igor lavorò come interprete e traduttore per il Ministro della Sanità Pubblica in Cina. Fra il 1957 e il 1958, in Cina fece parte dello staff del dipartimento editoriale della rivista russa, Amichevolmente. Poco prima di essere assegnato all’ambasciata dell’Unione Sovieta in Cina.
Nell’aprile 1992, l’allora presidente Boris Nikolayevich Yeltsin assegnò a Igor il compito di ambasciatore straordinario e plenipotenziaro della Federazione russa nella Repubblica Popolare Cinese, ruolo che ricoprì per ben 13 anni. La durata della sua funzione vide un rapido sviluppo dei rapporti sino-russi, fino alla totale normalizzazione quando entrambi i capi di stato furono d’accordo sulle visite bilaterali di reciproco scambio.
L’anno 1996 vide la creazione del Cordinamento di Collaborazione sino-russa. Nel 2005, prima che Igor lasciasse il suo posto all’ambasciata russa e tornasse nel suo paesi, l’allora ministro degli Affari esteri cinesi Li Zhaoxing, riconobbe che Igor, dopo numerosi e difficili percorsi, aveva avuto un gran successo nel rafforzamento della collaborazione strategica fra le due nazioni. Il suo contributo nell’accelerazione dei rapporti diplomatici sino-russi ottenne l’approvazione anche in Russia. Nel mese di agosto del 1996 Igor fu premiato con una medaglia d’onore dal presidente Yeltsin per i successi che aveva ottenuto nel campo diplomatico dei rapporti con la Cina. Nel 2002 gli è stato inoltre riconosciuto l’Ordine di Onore dallo Stato.
Importanti ruoli e compiti
A partire dal 1958, come parte del suo lavoro presso l’ambasciata russa in Cina Igor ha funto da intrepete per diversi anziani e importanti ufficiali cinesi.
“Nel 1960 accompagnai una delegazione russa nella Cina del sud per incontrare il presidente Mao Zedong che ci intervistò nella sua residenza fuori città, e dopo ci invitò per cena quella sera. Fui profondamente impressionato da Mao, in particolar modo per il suo modo di mangiare i peperoncini. Ne prese una manciata e li mangiò senza esitazione, senza un batter di ciglia. Sentii la mia bocca bruciare come se fossi stato io a mangiarli!” ricorda Igor.
“Non fu un compito facile fare da interprete al presidente Mao” ha continuato Igor “a causa del suo forte accento hunanese. Alcune persone dovettero aiutarmi a ripetere le frasi in mandarino che poi io traducevo in russo”.
Un’altro anziano ufficiale cinese che fu rimase molto impressionato da Igor è stato Deng Xiaoping, che Igor considera essere il capo architetto delle politiche di apertura e riforma della Cina, e uno dei più saggi uomini di stato del XX secolo.
Igor ricorda molto bene quel giorno della fine degli anni ’50 quando le squadre nazionali di pallacanestro russa e cinese si incontrarono allo Stadio dei Lavoratori di Pechino, a cui era presente anche Deng Xiaoping assistito da Igor, che quel giorno fece per lui l’interprete.
Nel 1989 la Cina e la Russia ritornarono a delle relazioni normali dopo un periodo di raffreddamento. Igor l’allora vice ministro degli affari esteri volò a Pechino insieme all’allora ministro degli affari esteri Eduard Shevardnadze prima dell’arrivo del presidente Mikhail Sergeyevich Gorbachov. Secondo il protocollo standard il ministro avrebbe dovuto essere prima presentato a Deng Xiaoping, che invece tese la mano a Igor appena si incontrarono e gli disse: “Mi ricordo di te, mi hai fatto da interprete alla fine degli anni ’50, vero?”
Nel maggio del 1989, Deng Xiaoping tenne un lungo incontro con il presidente Gorbachov alla Foresteria di Stato Diaoyutai. Igor ricorda ancora la frase finale del presidente Deng prima della fine del colloquio: “Mettiamo una fine al passato e apriamo un nuovo futuro”.
Alleanze che procedono
Il 21 luglio di quest’anno è stato un giorno speciale per Igor. È stato quando ha assistito alla firma dello Statuto dell’Accordo Supplementare della sezione orientale della linea di confine sino-russa al protocollo addizionale fra Yang Jiechi, ministro degli Affari esteri cinesi e Sergei Lavrov, ministro degli Affari esteri russi.
Sono passati più di quarant’anni da quando fu tratta la prima negoziazione relativa ai confini sino-russi nel 1964, e Igor partecipò a numerosi di questi incontri, svolgendo un ruolo importante nella definizione dei confini.
Nel 1969, Igor ha partecipato all’incontro storico a Pechino sulla questione dei confini quando l’ex primo ministro cinese Zhou Enlai e il primo ministro Aleksey Nikolayevich Kosygin dell’ex Unione Sovietica giunsero a un importante accordo. Nel periodo compreso fra il 1987 e il 1991, ha rappresentato l’Unione Sovietica nella questione dei confini sino-russi.
L’anno 1991 ha portato a un punto di svolta fondamentale. Nel mese di maggio i ministri degli affari esteri delle due parti avevano ratificato un accordo sulla sezione orientale dei confini quando il presidente Jiang Zemin visitò l’ex Unione Sovietica decidendo di creare un comitato di unione relativo alle questione dei confini orientali fra i due paesi. L’accordo fu il primo documento internazionale che trattava questo argomento e portava a termine le questioni territoriali del 97 per cento del confine orientale ponendo delle basi solide per delle relazioni regionali migliorate. Durante la visita in Cina dell’ex presidente russo Putin del 2004, Igor assistette alla dichiarazione della completa definizione della direzione della linea di confine russa stabilita dai capi delle due nazioni.
Igor ha vissuto questo sviluppo incoraggiante ed è stato molto colpito dalle parti che hanno lavorato insieme per rafforzare le relazioni sino-russe. A volte ci sono state delle complicazioni nei rapporti fra i due paesi a causa di incomprensioni e modi di vedere. La Russia credeva che la Cina avrebbe cercato di impadronirsi dell’Estremo Oriente e la Cina riteneva che la Russia fosse una nazione aggressiva. Riuscire a smussare queste tensioni è stato un grande successo” ha commentato.
Una causa continua
Come membro della Federazione del Consiglio russo Igor continua a creare rapporti di amicizia fra cinesi e russi e a portare avanti la cooperazione strategica fra i due paesi.
Nel 2005 accettò un invito a fare il consigliere dell’edizione russa della nostra rivista “La Cina” contribuendo alla qualità del contenuto della rivista e alla sua distribuzione.
“Fu nel 2006, quando la rivista ha celebrato il suo primo anniversario di pubblicazione” ha detto Huang Huizhu, editore capo dell’edizione in Russo. “Tenemmo un simposio a Mosca, nevicava quel giorno e c’era molto traffico. Igor arrivò alle 14 e non andò via fino alle 21 solo dopo che tutti i partecipanti se ne erano andati”.
Igor crede fermamente nella medicina tradizionale cinese (MTC). “Ricordo ancora quel giorno del 1992. Ero in servizio a Pechino e l’ambasciatore inglese venne e mi disse che a Londra ci sono circa 190 cliniche cinesi. In seguito l’ambasciatore americano in Cina disse che un quinto degli americana in qualche modo fa uso delle cure della MTC”.
Invece sono ancora poche le persone che in Russia conoscono la MTC. Così Igor ha deciso di creare una clinica di MTC a Mosca.
“Personalmente preferisco la medicina tradizionale cinese alla medicina occidentale” ha detto Igor. “Nel corso degli ultimi 15 anni non ho quasi mai preso delle medicine occidentali. Spero di riuscire a fare qualcosa per promuovere l’impiego della medicina tradizionale cinese nel mio paese”. |