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Nel corso del tempo il Fiume Giallo, conosciuto dal popolo cinese come “Fiume Madre” si dirama lungo l’altopiano di Loess. Un suo affluente si allungo il territorio settentrionale della provincia dello Shaanxi: è il fiume Wuding che separa il deserto Mu Us a nord dai dirupi di loess situati a sud. Storicamente l’area del fiume è stata di importanza strategica notevole per cui lungo le sue rive si svolsero numerose e feroci battaglie. Oggi non restano traccie di quei tempi ma coloro che amano la storia potranno avere a piacere nell’apprendere, attraverso le ballate cantate dagli erranti cantastorie non vedenti.
I locali le chiamano le ballate daoqing, forma d’arte tradizionale caratterizzata da un forte sapore folcloristico. Secondo l’Enciclopedia della Cina, nel volume intitolato Opera, nella contea di Qingjian, della provincia dello Shaanxi,la daoqing nacque da una forma di canzone priva di accompagnamento musicale che via via andò prendendo la forma di un’opera popolare. Oggi la daoqing prevale come spettacolo che si tiene all’aria aperta nello Shaanxi settentrionale. Questo genere comprende toni sonori e melodiosi e ritmi vivaci che si combinano all’improvvisazione come la xintianyou, uno stile di canti popolari della Cina nord-occidentale. Facile da imparare e da rappresentare, questa forma manifesta la natura della cultura del loess.
Agli inizi del 20esimo secolo, erano pochi gruppi di cantastorie di daoqing che erravano per rappresentare le loro narrazioni, mentre andarono aumentando le bande di narratori di storie non vedenti. Di solito una banda era costituita da tre fino a cinque cantastorie non vedenti e da una guida vedente. Negli anni compresi fra il 1960 e gli anni ‘70 le bande di daoqing non vedenti raggiunsero una popolarità senza precedenti, principalmente grazie al sostegno ad esse garantito da parte del governo. Nel corso di tutti gli anni ’80 i cantastorie non vedenti furono invitati a cantare e narrare le loro storie ovunque nei villaggi della Cina.
Gli abitanti dei villaggi erano molto felici di assistere ai loro spettacoli, in modo particolare i bambini che da casa portavano con sé i loro sgabelli di legno, presto, prima che arrivassero per assicurarsi un buon posto per godersi la visione dello spettacolo. Anche gli adulti cercavano di tornare dal lavoro prima così che le famiglie potessero assistere insieme alla narrazione dei cantastorie dopo cena.
Il palcoscenico veniva solitamente creato nel cortile di una delle famiglie più prestigiose del villaggio; in inverno si accendevano dei fuochi alimentati a carbone per portare un pò di calore al pubblico. Prima dell’inizio dello spettacolo i bambini giocavano vicino al fuoco mentre gli uomini fumavano e le donne chiacchieravano.
Per dimostrare il loro apprezzamento ai cantastorie nei villaggi venivano preparate delle specialità da offrire loro come spaghetti con la carne di montone e del buon tè. E quando giungeva l’imbrunire i cantastorie iniziavano a provare i loro erhu e sanxian (strumenti musicali a corda della tradizione cinese) e salivano sul palcoscenico presentati dall’anziano del villaggio. Il cortile diventava all’improvviso silenzioso quando i cantastorie iniziavano a schiarirsi la voce. Il battere di un tamburo dava il segnale dell’inizio dello spettacolo notturno.
Un antico detto dice “chi fa la rappresentazione è pazzo, ed il pubblico è folle”. Questo perché spesso, immersi nei racconti narrati dai cantastorie il pubblico a volte esplode in lacrime nel sentire tragiche avventure e altre volte scoppia in forti risate.
Anno dopo anno i cantastorie non vedenti hanno fatto villaggio dopo villaggio lungo le rive del fiume Wuding nello Shaanxi settentrionale. Hanno portato risate e atmosfera spirituale agli abitanti locali e in cambio hanno ottenuto rispetto, dignità e un gran senso di benessere.
Eppure è probabile che un giorno queste narrazioni giungeranno a una fine.
Derivato dalla rapida crescita economica delle aree di campagna della Cina, la televisione è diventata la forma dominante di intrattenimento delle famiglie e sempre meno persone danno attenzione a questi cantastorie non vedenti. Più spesso che no, questo tipo di spettacoli si svolge in occasione speciale, fra cui matrimoni e funerali.
Ogni rimangono soltanto alcuni cantastorie erranti fra i villaggi di montagna del fiume Wuding. A volte accompagnati da una guida vedente, e con in mano il loro sanxian, li si vede camminare in maniera dondolante per strada: e sono sempre di meno.
Informazioni sul fotografo:
Lu Dongni si dedica da tempo alla ricerca e alla fotografia della cultura folcloristca della Cina Occidentale. Scattate fra il 2006 e il 2007 queste fotografie registrano la vita dei cantastorie non vedenti dello Shaanxi settentrionale nell’altopiano di Loess. Per più di 40 anni i cantastorie hanno errato lungo le rive del fiume Wuding per esibirsi in più di cento villaggi. Non importa che piovesse a dirotto o sotto una tempesta di sabbia. Nel corso dei loro spettacoli per gli abitanti dei villaggi si sono guadagnati il rispetto della gente ed è stata riconosciuta loro una grande dignità. Queste immagini toccanti descrivono scene intense e romantiche nell’altopiano di Loess.
Ecco i nomi di alcuni stimatissimi cantastorie: Li Shouwang, Zhang Guangchun, Zhang Chenxiang (ormai defunto), Ma Guorong e Liu Jiuchao.
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